Una storia da riprendere

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Una storia interrotta, radice di nuovi sguardi al futuro

Alcune rigenerazioni possibili

Destino di chi apprezza il metodo storico per investigare la formazione del presente: essere tacciato di “remotista”, passare per nostalgico.  La questione è vecchia come il mondo e le risposte sono persino banali. Ogni frammento di futuro che ci cade in testa e’ figlio parzialissimamente della nostra capacità progettuale e ampiamente di una sommatoria di imprevedibilità. Dunque l’unica prevenzione per evitare il peggio è consolidare come è possibile la previsionalita’ attraverso due strumenti classici: il disegno della serie storica e l’apporto del metodo scientifico dei riscontri.Non è dunque per nostalgia che lo spaesamento politico rimette in moto in alcuni lo sforzo di riannodare le spinte e gli insoluti del ‘900 per stare in modo più avveduto nel cantiere di alcune rigenerazioni possibili:

– la possibilità di dare chance agli Stati Uniti d’ Europa contro la deriva in corso degli Stati disuniti d’ Europa;

– la possibilità di spostare il baricentro della sinistra dalla vecchia logica del “tanto peggio, tanto meglio” alla logica della responsabilità del governo del cambiamento;

– la possibilità di una forma del far politica partecipativa non fondata sull’ assoluto leaderismo;

– la possibilità di fare emergere che le istituzioni, ove servite da competenti, devono essere parte della soluzione non del problema;

– la possibilità che la crescita sia un obbiettivo perseguibile se seriamente coniugata alla tensione alla equità.

Una fonte comune del riformismo della sinistra italiana (ed europea) è rintracciabile nella vicenda degli azionisti, figli del coraggio di Giustizia&Liberta’ e padri dello spirito calamandreiano della carta Costituzionale.Da tempo alcuni di noi guardano a questa fonte come ad un robusto spunto simbolico per tornare a progettare politica. Non una “ricostituzione” del Partito d’ Azione (sciolto nel 1947), ma una ispirazione azionista nel ritrovare motivi per incidere sull’ astensionismo e riqualificare metodo e obietivi della cultura di governo della sinistra.Questa fotografia delle personalità che in appoggio ai promotori del referendum sul divorzio (Pannella, Fortuna, Baslini) proponevano la loro stessa vita (Parri, Nenni, Saragat, Malagodi, La Malfa) come denominatore di un progetto politico fondato su diritti e responsabilità e’ un frammento degli sforzi già accaduti per rianimare quella storia interrotta. Sforzi che non sono stati sufficienti. E che ci inducono a procedere.

Di Stefano Rolando

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