Storie di azionisti

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Altiero Spinelli (Roma 1907 – Roma 1986) fu un politico e scrittore italiano, sovente citato come padre fondatore dell’Unione europea per la sua influenza sull’integrazione europea post-bellica.
Fondatore nel 1943 del Movimento Federalista Europeo, divenne poi cofondatore dell’Unione dei Federalisti Europei, membro della Commissione europea e del Parlamento italiano, il primo Parlamento europeo eletto a suffragio universale nel 1979. Fu promotore di un progetto di trattato istitutivo di un’Unione europea con forti caratteristiche federali, adottato dal Parlamento europeo nel 1984. Fu membro del parlamento europeo per dieci anni e uno degli attori politici principali sulla scena europea attraverso il Club del coccodrillo, da lui fondato e animato nel 1981.

 

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Emilio Lussu (Armungia 1890 – Roma 1975) fu uno scrittore, militare e politico italiano, eletto più volte al Parlamento e due volte ministro.
Interventista e ufficiale nella prima guerra mondale, nel 1919 fondò il Partito sardo d’azione, formazione autonomista democratica composta in gran parte di ex combattenti. Deputato nel 1921 e nel 1924, partecipò alla secessione aventiniana e fu energico antifascista. Arrestato nel 1926 e deportato a Lipari, evase nel 1929 con Nitti e Rosselli, con i quali fondò a Parigi il movimento Giustizia e Libertà. Partecipò alla guerra di Spagna e alla Resistenza in Francia e poi in Italia. Fu ministro per l’Assistenza Postbellica nel governo Parri e per i rapporti con la Consulta nel primo governo De Gasperi. Fu deputato alla Costituente per il Partito d’azione e aderì al PSI nel 1947; senatore di diritto nel 1948, conservò il seggio fino al 1968.
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Piero Gobetti (Torino 1901 – Neuilly-sur-Seine 1926) fu un giornalista, politico e antifascista italiano.
Piero Gobetti, liberale, antifascista e di stampo sociale, fondò e diresse importanti riviste come “Energie Nove”, “Rivoluzione Liberale” e “Il Baretti”, dando fondamentali contributi alla vita politica e culturale. Definì subito il fascismo “movimento plebeo e liberticida”, l’antifascismo “nobilità dello spirito”, e l’Italia un Paese senza un vero Risorgimento, una Rivoluzione liberale. Interpretò la rivoluzione di Lenin e Trotzky come rivoluzione liberale, poiché caratterizzata da azione e movimento, tendente al liberalismo. Estimatore di Antonio Gramsci e del giornale socialista “Ordine Nuovo”, Gobetti si avvicinò al proletariato torinese, divenendo attivo antifascista. Il sostegno di Gobetti all’occupazione delle fabbriche e i suoi incontri con gli operai e comunisti torinesi migliorarono molto i rapporti, tanto che Gramsci gli affidò la rubrica di teatro della rivista. La classe operaia che frequentava insieme ai socialisti di Ordine Nuovo, diventò per lui la leva che innovò il mondo: non verso il socialismo, ma verso “elementi di concorrenza”.
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Riccardo Lombardi (Regalbuto 1901 – Roma 1984) fu un politico, giornalista, partigiano e ingegnere italiano, storico esponente del Partito Socialista Italiano.
Iscritto dapprima al Partito Popolare Italiano, fu uno dei fondatori del Partito d’Azione di ispirazione socialista liberale, e divenne in seguito il leader della corrente di sinistra interna del PSI, dove erano confluiti anche i socialisti rivoluzionari. Eletto alla Costituente nel 1946, divenne segretario del Partito d’Azione, che diresse sino al suo scioglimento, nell’ottobre del 1947. Lombardi diresse anche l’organo ufficiale “Avanti!” dal 1949 al 1950 e nel 1963-64.
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Norberto Bobbio (Torino 1909 – Torino 2004) fu un filosofo, giurista, storico, politologo e senatore a vita italiano. Nell’ambito della teoria generale del diritto si impegnò in una ricostruzione e in un ripensamento del giusnaturalismo e del positivismo (Giusnaturalismo e positivismo giuridico). Nel campo degli studi politici, fu autore di fondamentali saggi sui classici moderni (“Da Hobbes a Marx”) e sugli elitisti italiani (“Saggi sulla scienza politica in Italia”); tornò più volte sul rapporto tra politica e cultura (“Politica e cultura”) e sulla democrazia (“Il futuro della democrazia”). La sua riflessione fu ispirata all’esigenza di coniugare le istanze della libertà individuale con quelle dell’eguaglianza sociale (liberal-socialismo). Nel 1984 fu nominato senatore a vita.
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Eugenio Montale (Genova 1896 – Milano 1981) fu un poeta e scrittore italiano, premio Nobel per la letteratura nel 1975.
Chiamato alle armi (1917-1919), prese parte alla prima guerra mondiale come sottotenente di fanteria. Legato ai circoli intellettuali genovesi, dal 1920 ebbe rapporti anche con l’ambiente torinese, collaborando al Baretti di Gobetti. Trasferitosi a Firenze fu direttore del Gabinetto scientifico-letterario Vieusseux dal 1929, incarico da cui fu rimosso nel 1938 perché non iscritto al Partito fascista. Svolse allora un’intensa attività di traduttore, soprattutto dall’inglese. Iscritto per breve tempo al Partito d’azione, collaborò con Bonsanti alla fondazione del quindicinale “Il Mondo” (1945-46). Nel 1948 si trasferì a Milano come redattore del Corriere della sera, occupandosi specialmente di critica letteraria. Importanti riconoscimenti gli giunsero con la nomina a senatore a vita (1967) e il premio Nobel per la letteratura (1975).
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Guido Calogero (Roma 1904 – Roma 1986) fu filosofo, saggista e politico italiano.
Per la sua intensa attività civile, politica e di pensiero, fu uno fra i più attivi e impegnati intellettuali del Novecento italiano. Professore di Storia della filosofia nelle Università di Firenze (1931) e di Pisa (1934), insegnò nella facoltà di magistero dell’Università di Roma (1951); dal 1954 fu professore di Storia della filosofia antica nella facoltà di lettere della stessa Università, succedendo sulla cattedra a Ugo Spirito. Arrestato per motivi politici dal fascismo (1942), in carcere scrisse le “Lezioni di filosofia”. Diresse l’Istituto italiano di cultura a Londra e fu membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei.
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Piero Calamandrei (Firenze 1889 – Firenze 1956) fu un politico, avvocato e accademico italiano, nonché uno dei fondatori del Partito d’Azione.
Partecipò alla Grande Guerra come ufficiale volontario combattente nel 218° reggimento di fanteria; ne uscì col grado di capitano e fu successivamente promosso tenente colonnello. Dopo l’avvento del fascismo fece parte del consiglio direttivo dell’«Unione Nazionale» fondato da Giovanni Amendola. Collaborò al «Non mollare», aderí a «Giustizia e Libertà» e nel 1942 fu tra i fondatori del Partito d’Azione. Presidente del Consiglio nazionale forense dal 1946 alla morte, fece parte della Consulta Nazionale e della Costituente in rappresentanza del Partito d’Azione. Partecipò attivamente ai lavori parlamentari come componente della Giunta delle elezioni della commissione d’inchiesta e della Commissione per la Costituzione. I suoi interventi nei dibattiti dell’assemblea ebbero larga risonanza: specialmente i suoi discorsi sul piano generale della Costituzione, sugli accordi lateranensi, sulla indissolubilità del matrimonio e sul potere giudiziario. Nel 1948 fu deputato per «Unità socialista». Nel 1953 prese parte alla fondazione del movimento di «Unità popolare» assieme a Ferruccio Parri, Tristano Codignola e altri.
 
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Ada Gobetti (Torino 1902 – Torino 1968) fu un’insegnante, traduttrice, giornalista italiana e partigiana.
Durante gli anni del liceo conobbe Piero Gobetti che nel 1923 diventò suo marito. Nel 1925 Ada si laureò in filosofia, per dedicarsi in seguito all’insegnamento. Negli anni del fascismo la casa di Ada e Piero diventò il centro di una rete clandestina di intellettuali, che portò più tardi alla costituzione del movimento Giustizia e Libertà. Nel 1924 Piero venne aggredito sulle scale. Espatriati in Francia, nel 1926 Piero, mai più riavutosi dalle ferite, muore. Nel tentativo di ritornare a una vita normale Ada riprende il lavoro e non viene meno il suo impegno politico e la sua attività di relazione con dissidenti (i fratelli Rosselli, Nitti). Nel 1937 sposò Ettore Marchesini, tecnico EIAR. Nel 1941 partecipò alla fondazione del Partito d’azione. Dopo l’8 settembre 1943, con il figlio Paolo, entrò nella Resistenza, costituendo un primo nucleo di partigiani nella borgata Cordola di Meana di Susa. Collaborò alla fondazione e organizzazione dei Gruppi di difesa della donna, organizzazioni che si occupavano di coordinare una azione clandestina di aiuto alla guerriglia, controinformazione e che arrivarono ad auspicare un impegno politico delle donne. Dalle drammatiche esperienze di questi anni nascerà il Diario partigiano, pubblicato da Einaudi nel 1956. Alla Liberazione Ada Gobetti, medaglia d’argento della resistenza, venne nominata vicesindaco di Torino.
 
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Carlo Azeglio Ciampi (Livorno 1920 – Roma 2016) fu economista, banchiere e politico italiano, 10º presidente della Repubblica dal 1999 al 2006.
Fu governatore della Banca d’Italia dal 1979 al 1993, presidente del Consiglio dei ministri (1993-1994), Ministro del tesoro e del bilancio e della programmazione economica (1996-1997), quindi Ministro del tesoro del bilancio e della programmazione economica (1998-1999). Primo presidente del Consiglio e primo capo dello Stato non parlamentare nella storia della Repubblica, Ciampi fu anche il secondo presidente della Repubblica eletto dopo essere stato governatore della Banca d’Italia. Dopo una militanza giovanile nel Partito d’Azione, Ciampi non aderì più ad alcun partito. Come Capo dello Stato conferì l’incarico a tre Presidenti del Consiglio: Massimo D’Alema (il quale respinse le dimissioni di cortesia presentate nel 1999), Giuliano Amato (2000-2001) e Silvio Berlusconi (2001-2006); nominò cinque senatori a vita: Rita Levi-Montalcini nel 2001, Emilio Colombo nel 2003, Mario Luzi nel 2004, Giorgio Napolitano e Sergio Pininfarina nel 2005; nominò infine cinque Giudici della Corte costituzionale: nel 2000 Giovanni Maria Flick, nel 2004 Franco Gallo e nel 2005 Sabino Cassese, Maria Rita Saulle e Giuseppe Tesauro. In quanto presidente emerito della Repubblica, fu senatore di diritto e a vita
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Ugo La Malfa (Palermo, 16 maggio 1903 – Roma, 26 marzo 1979) è stato un politico italiano.
Antifascista, fu tra i fondatori del Partito d’azione (1942), di cui divenne rappresentante in seno al CLN (1943).Consultore nazionale e deputato alla Costituente e nelle successive legislature repubblicane, fu ministro dei Trasporti (1945) e poi del Commercio estero nel primo (1945-46), sesto (1950-51) e settimo (1951-53) gabinetto De Gasperi, attuando una politica di liberalizzazione degli scambî. Direttore della Voce repubblicana dal 1959, si batté per un intervento equilibratore e competitivo dell’iniziativa pubblica nella vita economica, per una politica antinflazionistica fondata sul controllo del costo del lavoro e della spesa pubblica,per lo sviluppo della scuola laica, per la difesa dei diritti di libertà e per lo sviluppo del Mezzogiorno. Ministro del Bilancio nel quarto gabinetto Fanfani (1962-63), fu eletto segretario del Partito repubblicano nell’aprile 1965 e come tale sostenne l’opportunità di una coalizione di centro-sinistra. Confermato segretario del partito nel 1968 e nel 1971, continuò a svolgere un’efficace azione critica verso le varie riforme (universitaria, sanitaria, tributaria) dei governi Rumor e Colombo, specie in relazione alla congiuntura economica. Abbandonata la carica di segretario politico per assumere quella di presidente del partito (1975), fu ministro del Tesoro nel quarto gabinetto Rumor (1973-74) e vicepresidente del Consiglio nel quarto governo Moro (1974-76).
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